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Calcinosi cutanea cane

Calcinosi cutanea del cane trattato con Tecar®

Tecar® può essere utilizzata in numerosi campi, tra cui anche quello dermatologico. Un caso molto interessante che è stato proposto da una collega dermatologa è stata una calcinosi iatrogena da cortisone di un beagle di 1 anno. Il cortisone è stato ridotto, fino a dimezzarne la dose.

Il quadro che si è presentato alla prima visita era un’ampia area depilata, in parte spontaneamente, in parte rasata, con pelle dura di consistenza crostosa, disidratata e con granuli di calcio disseminati in tutta l’area. L’immagine è questa della foto, la consistenza, non percepibile dall’immagine, è descrivibile come una grattugia per formaggio.

Calcinosi cutanea cane

Al primo trattamento con Tecar® l’effetto era già percepibile, poichè la cute si scaldava ed ammorbidiva ed i granuli si sgretolavano tra le dita. Da non sottovalutare che il paziente gradiva la terapia.

Di seguito le immagini dopo il primo ed il quarto trattamento, si notano l’aumento di lucentezza e di levigatezza della pelle.

Calcinosi cutanea cane 3

Calcinosi cutanea cane 2

Dopo 3 settimane dall’inizio dei trattamenti e dopo solo 5 sedute, la calcinosi si è ridotta del 90%, la pelle è tornata morbida ed idratata, il pelo ha iniziato a crescere del colore naturale (nero), anzichè tardare la ricrescita di diversi mesi (fino ad 1 anno) ed assumere colore e consistenza alterati, come si prospettava.

Calcinosi cutanea cane 4

Risoluzione calcinosi con tecarterapia

Perchè Tecar® ha funzionato in questo caso?

– Perchè con la modalità resistiva e l’alta temperatura ha agito sui granuli di calcio, favorendone lo sgretolamento, grazie anche ad un’adeguata manualità contemporanea al trattamento. Inoltre ha agito anche sulla consistenza crostosa della cute, grazie all’apporto di sangue, che ne ha favorito l’ammorbidimento e l’idratazione.

– Perchè con la modalità capacitiva in atermia è stato stimolato il microcircolo e quindi l’apporto di nutrienti ed ossigeno, che hanno accelerato, tra gli altri effetti, anche la ricrescita del pelo.

Il quadro probabilmente si sarebbe risolto spontaneamente, anche senza l’uso di Tecar®, ma in tempi notevolmente più lunghi, infatti in letteratura, in queste situazioni si prospetta la scomparsa dei granuli e la ricrescita del pelo in 6-12 mesi, dopo la sospensione del cortisone. Inoltre il pelo in genere assume un colore sbiadito e setoloso.

Dopo 5 sedute di Tecar® ed in soli 18 gg il processo di risoluzione ha avuto un notevole input, inoltre dopo qualche mese il pelo è ricresciuto in modo normale. In questo caso clinico si può tranquillamente ammettere l’efficacia di Tecar®.

Dott.ssa Valentina Taccini – Fisioterapia Veterinaria Pisa

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Tecar cane cavallo

Casi clinici trattati con Tecar®

Tecar cane cavalloDi seguito riassumo le situazioni che ho affrontato ed i risultati ottenuti utilizzando Tecar® negli ultimi 4 mesi.


Displasia dell’anca

Lo scopo del trattamento con Tecar® era di alleviare il dolore nei casi trattati, in cui uno o entrambi gli arti manifestavano zoppia. Il trattamento con la modalità resistiva ha consentito di agire a livello articolare, aumentando il trofismo della cartilagine e riducendo il dolore dovuto all’instabilità articolare. La modalità capacitiva mi ha consentito di risolvere contratture dei muscoli adduttori e allo stesso tempo di migliorare il trofismo dei muscoli laterali e anteriori della coscia.

In alcuni casi il trattamento con Tecar® è stato eseguito da solo, in altri abbinato all’uso dell’underwater treadmill, in un caso è stato associato a sedute di agopuntura ed in uno particolarmente grave a trattamenti omeopatici. Oltre a me, anche i colleghi con cui ho collaborato hanno riconosciuto un netto miglioramento del quadro clinico in seguito all’abbinamento di Tecar® alle altre terapie.

Tenosinovite e parziale lacerazione del tendine bicipite brachiale

In un cane breton sho trattato con Tecar® il tendine bicipite in cui era stata diagnosticata parziale lacerazione che poteva evolvere in 2 modi: recupero o intervento chirurgico, al 50% . E’ stato osservato un periodo di circa 10 gg di riposo relativo, a causa dell’irruenza e vivacità del cane. Il trattamento con Tecar® è iniziato subito per risolvere il dolore e l’infiammazione ed è proseguito con il programma curativo e di mantenimento. La zoppia è scomparsa al decimo giorno di terapia. Ad un mese dalla lesione il tendine si è risarcito. Dal 20° giorno il cane è stato anche sottoposto a camminate in acqua in underwater treadmill e a 3 sedute di agopuntura.

Fistole anali

Sono state trattate delle fistole anali croniche di circa 15 cm di diametro, in cui non era più possibile riconoscere lo sfintere anale. Le fistole erano presenti da circa un anno e venivano curate con antibiotici e creme cicatrizzanti, come da protocollo tradizionale, senza risultati apprezzabili.

Dopo 10 trattamenti l’area delle fistole si è ridotta del 50% e si è iniziato a delineare la forma dello sfintere anale. I trattamenti sono stati interrotti dalla proprietaria a causa della riacutizzazione di gravi disturbi epatici ed intestinali del soggetto, probabili cause di tali fistole.

Contrattura muscolare

In un caso di gatto operato al femore con frattura multipla si è instaurata una contrattura muscolare del quadricipite in cui non era più possibile distinguere, per consistenza, l’osso dal muscolo. Il gatto teneva l’arto esteso e non riusciva ad appoggiare. Dopo la prima seduta il muscolo si è ammorbidito, dopo la seconda, il gatto riusciva ad appoggiare e quindi flettere l’arto. I trattamenti sono stati interrotti perché la causa della contrattura, che si stava comunque risolvendo, era la sporgenza nel muscolo di un moncone del femore non saldatosi. Quindi era inutile continuare le terapie se non veniva risolta la causa scatenante la contrattura.

Necrosi asettica della testa del femore

Un soggetto meticcio di pinscher di 8 mesi di età è stato sottoposto a trattamenti Tecar® e underwater treadmill per migliorare il quadro clinico e preparare l’arto atrofico e molto dolorante all’intervento.

Il soggetto alla prima visita mostrava notevole atrofia dell’arto interessato, dolore alla manipolazione, zoppia e riluttanza a saltare, rotazione esterna dell’arto durante l’appoggio. Alla quarta seduta di Tecar® e underwater treadmill il soggetto aveva una dolorabilità alla manipolazione quasi assente e aveva iniziato a saltare sopra al letto, che, a detta dei proprietari prima non avveniva. Alla decima seduta il soggetto presentava i diametri delle cosce uguali, rotazione dell’arto durante l’appoggio appena percepibile, assenza di dolore e maggiore vivacità.

Questi sono solo alcuni campi di applicazione della Tecar®, per comprendere quali situazioni possono essere di pertinenza, basta risalire al meccanismo d’azione di questo elettromedicale e agli effetti che provoca nell’organismo, cioè:

–         aumento del microcircolo

–         vasodilatazione

–         aumento di temperatura

il tutto meglio descritto nell’articolo Tecar®: Meccanismo di azione .

Dott.ssa Valentina Taccini – Fisioterapia Veterinaria Pisa

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Pastore tedesco con displasia dell'anca

Approccio fisioterapico alla displasia dell’anca del cane – Fisioterapia Veterinaria Pisa®

Pastore tedesco con displasia dell'ancaLa displasia dell’anca è una patologia che si riscontra prevalentemente in alcune razze come: Pastore Tedesco, Bulldog inglese, Rottweiler, Boxer, Labrador, San Bernardo,


Bovaro del Bernese, Terranova, Dogue de Bordeaux, Golden Retrievier, ecc.

In genere i cani colpiti da displasia dell’anca vengono tolti dalla riproduzione per evitare la propagazione del difetto.

Perchè la displasia dell’anca del cane è così invalidante? La causa principale è l’artrosi che si viene a creare a livello dell’articolazione coxo-femorale a causa dell’incongruenza articolare tra la testa del femore e l’acetabolo che la accoglie. In pratica, il “gioco” articolare che si viene a creare causa uno sfregamento tra le 2 porzioni ossee che causa l’insorgenza dapprima di artrite che cronicizza successivamente nell’artrosi.

I segni clinici della displasia dell’anca del cane sono la corsa a coniglio, la posizione dei garretti “chiusi”, riduzione o scarso sviluppo delle masse muscolari dei posteriori, lassità legamentosa, contrattura dei muscoli adduttori, difficoltà a salire le scale, stanchezza precoce, dolore all’estensione posteriore dell’anca o laterale, difficoltà a sollevarsi.

La displasia dell’anca è causa di osteoartrite a carico di tale articolazione e quindi di dolore.

La displasia dell’anca del cane può essere affrontata chirurgicamente o con approccio conservativo, in entrambi i casi lo scopo è quello di ridurre la graduale degenerazione della cartilagine articolare e le alterazioni anatomiche che si vengono a creare nel tempo (assottigliamento della testa del femore, erosione dell’acetabolo, ecc.) e i sintomi clinici.

Il tipo di approccio da scegliere viene valutato in base all’età del soggetto, al suo uso, al tipo di carattere.

Nel caso i segni clinici siano lievi si consiglia di tentare dapprima con l’approccio conservativo, che può portare a risultati soddisfacenti nel tempo.
I soggetti giovani con lassità legamentosa e dolore articolare possono essere sottoposti a fisioterapia per incrementare la massa muscolare e allo stesso tempo favorire la fibrosi periarticolare per stabilizare l’articolazione.
Nei cani adulti l’obiettivo terapeutico è contrastare il dolore causato dall’artrosi.

L’approccio conservativo consiste di:

Fisioterapia: tra i vari ausili a disposizione, si rivela particolarmente utile la Tecarterapia, poichè contrasta il dolore, sia in fase acuta che cronica, infatti svolge attività antinfiammatoria e analgesica, consentendo in questo modo la riduzione o l’eliminazione della somministrazione di farmaci. La Tecar viene usata anche per sciogliere eventuali contratture che si vengono a formare, per stimolare i muscoli atrofici e per nutrire la cartilagine articolare, di conseguenza diminuiscono i segni di zoppia.

Altro ausilio molto importante è l’underwater treadmill o tapis roulant in acqua, che consente di potenziare la muscolatura del posteriore, riducendo in questo modo il “gioco articolare”, alleviando il peso dalle articolazioni e riducendo il progredire della degenerazione articolare.

L’abbinamento di queste due terapie consente, in moltissimi casi, di migliorare la qualità di vita del paziente e di ridurre la necessità dell’intervento chirurgico.

Notevoli risultati si ottengono anche con l’agopuntura e gli impianti in oro.

Infine, le applicazioni peri o intrarticolari di ossigeno-ozonoterapia aiutano a ridurre il dolore e l’infiammazione, senza effetti collaterali.

Il proprietario deve fare svolgere al proprio cane un’attività fisica controllata, le passeggiate devono essere al guinzaglio,  brevi in fase acuta, gradualmente più lunghe. L’attività fisica, seppur controllata, è necessaria per mantenere il movimento articolare, che a sua volta consente alla cartilagine di ricevere nutrimento, rinforzare i muscoli ed i legamenti e di conseguenza aumentare la stabilità dell’articolazione.

Dieta: talvolta la semplice riduzione del peso può essere sufficiente per controllare i segni clinici di grado leggero della displasia dell’anca del cane.

Farmaci: i farmaci più usati sono gli antinfiammatori non steroidei (FANS), per ridurre il dolore e quindi la zoppia. In genere vengono somministrati ciclicamente, anche a vita, talvolta si arriva all’uso di cortisonici.
Gli integratori alimentari, possono essere di aiuto nella gestione della displasia dell’anca del cane, i più usati sono: glucosamina, condrotin-solfato, acidi grassi essenziali.

L’approccio chirurgico può essere svolto in 3 procedure diverse:

Preventiva: nei pazienti giovani si procede con la sinfisiodesi pubica e triplice osteotomia pelvica. L’anca viene rimodellata e viene rispristinata la congruenza articolare tra testa del femore ed acetabolo, in modo da arrestare la progressione della degenerazione articolare.

Palliativa: i pazienti in cui non viene fatta diagnosi precoce di displasia dell’anca come nel caso precedente vengono sottoposti ad artroplastica del bordo acetabolare dorsale e denervazione della capsula articolare. Questo tipo di intervento riduce la sintomatologia clinica, quindi il dolore e la zoppia, senza garantire però l’avanzare dell’artrosi dell’articolazione.

Procedura di salvataggio: in caso di cani anziani o giovani in cui la morfologia dell’articolazione è stravolta e la deambulazione molto difficoltosa si procede a protesi totale d’anca e ostectomia della testa e del collo del femore.

La fisioterapia anche in seguito all’approccio chirurgico è fortemente consigliata per il recupero motorio nel più breve tempo possibile.

Dott.ssa Valentina Taccini

Toscana: Fisioterapia Veterinaria Pisa

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Cavallo che nuota

Idroterapia del cane e cavallo – Fisioterapia Veterinaria Pisa®

Cavallo che nuotaL’idroterapia o terapia in acqua ha molti vantaggi, ormai da tempo dimostrati nel campo fisioterapico umano. L’uso dell’acqua consente l’inizio della terapia poco dopo  dall’intervento chirurgico, permette all’animale di fare movimento senza caricare le articolazioni, di alleggerire il peso e


consentire il movimento anche di arti doloranti. L’idroterapia è una terapia molto efficace sia nel cavallo sia nei piccoli animali e le applicazioni più comuni sono il nuoto in piscina ed il camminare in acqua, in speciali vasche con tapiroulan immerso in acqua, l’under water treadmill (UWT). Il nuoto è molto faticoso, in generale per percorrere una data distanza, il dispendio energetico tra la corsa ed il nuoto è di 4 volte maggiore nel nuoto.

La temperatura dell’acqua in riabilitazione viene mantenuta tra i 28 ed i 34° C, temperature inferiori fanno sentire freddo all’animale, con conseguente irrigidimento muscolare ed esercizio svolto in modo scorretto, temperature più elevate creano affaticamento eccessivo, surriscaldamento corporeo e fatica inutile.

L’uso dell’acqua in fisioterapia apporta questi vantaggi: riduzione del dolore, aumento della motilità articolare, miglioramento funzionale, della forza e dell’equilibrio. E’ molto efficace nelle osteoartiti, in cui allevia il dolore ed aumenta il range di movimento.

Nel post operatorio, l’idroterapia viene usata per recuperare il movimento di un arto senza caricare il peso, ad esempio il nuoto è molto efficace dopo intervento al crociato, in cui si può iniziare dopo 3 settimane dall’intervento, per migliorare la flessione del ginocchio, ancora più efficace è l’UWT, che consente una flessione del ginocchio maggiore rispetto al movimento del nuoto.

Nell’UWT, in linea generale l’acqua viene mantenuta al di sopra della articolazione che viene trattata. E’ stato dimostrato che Tapis roulant in acqua caneesiste una notevole differenza tra cani operati al crociato sottoposti a terapia in UWT e non, in particolare i primi ottengono una motilità articolare elevata ed uno sviluppo muscolare considerevole, necessario a dare stabilità all’articolazione, mentre quelli non sottoposti a trattamento in UWT manifestano progressiva atrofia muscolare e scarso range di movimento del ginocchio.

L’idroterapia è efficace in numerose altre situazioni, come: displasia del gomito, displasia dell’anca, recupero post-intervento alla colonna vertebrale, prevenzione e trattamento della lussazione rotulea, atrofia muscolare, lassità tendinea, Wobbler, deficit motori e propriocettivi, artrosi, ridotta motilità articolare, miglioramento motorio funzionale dei soggetti anziani, ecc.

L’idroterapia viene integrata con altre tecniche fisioterapiche per il trattamento del caso clinico, come le terapie manuali, gli ultrasuoni, la tecarterapia, l’elettrostimolazione, secondo le necessità.

In linea generale i benifici dell’idroterapia in veterinaria sono:

– riduzione del carico articolare su arti doloranti o in via di guarigione

– supporto a muscoli, tendini e legamenti con possibilità di movimento senza stress da carico

– continuare l’esercizio fisico quando non è possibile farlo nelle condizioni normali su “terra”

– il rafforzamento muscolare, grazie alla resistenza dell’acqua

– prevenzione dell’atrofia muscolare

– aumento della massa e della forza muscolare

– miglioramento del benessere generale dell’animale e del grado di allenamento

– riduzione della rigidità muscolare

– aumento del tono in parti ipotoniche

– graduale e veloce recupero funzionale per tornare alla normale funzionalità

– miglioramento delle situazioni edematose grazie alla pressione dell’acqua

– stimolazione del rilassamento

– riduzione del dolore in articolazioni doloranti

– miglioramento della circolazione sanguigna e promozione dei processi di guarigione.

Dott.ssa Valentina Taccini

Toscana: Fisioterapia Veterinaria Pisa

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Energia veterinario

Cos’è EnergyVet

Energia veterinarioEnergy Vet nasce con lo scopo di favorire la diffusione della conoscenza della Fisioterapia Veterinaria (Fisiatria) e delle discipline Olistiche come integrazione alla Medicina Tradizionale, sia tra i Medici Veterinari che tra la gente comune. Sono invitati a partecipare allo sviluppo di questo sito tutti coloro che operano nel settore e che hanno intenzione di farsi conoscere e unirsi per affermare queste nuove importanti discipline e per favorire un interscambio culturale ed esperenziale.

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Certificato chiropratica veterinaria international academy of veterinary chiropractic

Dott.ssa Valentina Taccini – Fisioterapia Veterinaria Pisa®

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Dopo vari percorsi di studio di seguito elencati, si trova a fronteggiare una realtà in Toscana dei colleghi veterinari e dei proprietari degli animali di scarsa predisposizione all’approccio alle discipline Fisiatriche ed Olistiche. Attribuendo questo atteggiamento alla scarsa conoscenza ed esperienza in questo settore, ritiene opportuno creare e diffondere un sito divulgativo per illustrare le potenzialità delle discipline Complementari alla Medicina Veterinaria classica.

Curriculum Vitae

Si laurea con lode nel 2002 in Medicina Veterinaria presso l’Università di Pisa.

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