Archivi categoria: Omeopatia e fitoterapia veterinaria

L’omeopatia, dal greco “omòios” (simile) e “pathòs” (sofferenza), è un metodo di cura che utilizza medicinali a dosi estremamente diluite o infinitesimali basandosi sull’applicazione del principio di similitudine.
I principi dell’omeopatia risalgono alla fine del 1700, a Samuel Hahnemann. Hahnemann si dedicò allo sviluppo di una medicina meno aggressiva rispetto ai salassi ed ai veleni usati a quel tempo. Il principio di similitudine era conosciuto fin dai tempi di Ippocrate, Hahnemann aggiunse a questo il concetto della visione globale dell’organismo ammalato ed il concetto della dinamizzazione. Questa è il procedimento che prevede scuotimenti di intensità e durata predeterminati, che avviene nella preparazione di tutti i rimedi omeopatici, durante il processo di diluizione. La dinamizzazione è fondamentale per l’efficacia del farmaco, poiché induce nuovi legami fisici, chimici e/o elettromagnetici capaci di assicurare al prodotto la persistenza di un effetto terapeutico anche a diluizioni infinitesimali.

Omotossicologia nel gatto

Gatto con problemi digestivi trattato con omotossicologia

Omotossicologia nel gattoIn questo caso convivono nel gatto due malattie fortemente debilitanti: pancreatite e sospetto di un IBD. Il gatto sta male da troppo tempo; c’è una grave alterazione della funzionalità pancreatica con disturbi digestivi e alterazione dei villi intestinali nella funzione di assorbimento dei principi nutritivi, ciò porta all’emissionedi feci diarroiche, episodi di vomito, disidratazione e quindi deperimento organico.

Facendo riferimento alla Tavola Omotossicologica, ho elaborato gli elementi identificativi della patologia, che nel caso del gatto Perry, sono rappresentati dall’apparato gastroenterico col segno diarrea compreso nell’ultima fase della tabella rappresentata dall’Entoderma (in basso a sinistra) e dal segno malassorbimento (in basso a destra) nella classificazione tra la fase di impregnazione e degenerazione delle fasi cellulari.

Quindi ho formulato una prima terapia con funzione drenante, disintossicante e di sostegno per l’apparato gastroenterico malfunzionante del gatto.

–          Tormentilla Heel cpr ( rimedio per la diarrea e chelante delle tossine intestinali )

Composizione : Argentum nitricum D8, Arsenicum album D8, Colchicum D6, Mercurius sublimatus corrocivus D8, Podophyllum D6, Veratrum album D4, Tormentilla D2.

–          Galium- Heel Fiale (come attivatore del drenaggio connettivale)

Composizione : Galium aparine D3, Galium album D3, Sedum acre D3, Sempervivum tectorum D4, Clematis recta D4, Thuja D3, Caltha palustris D3, Ononis spinosa D4, Juniperus communis D4, Betula alba D2, Saponaria officinalis D4, Echinacea D5, Calcium Fluoratum D8, Phosporus D8, Aurum metallicum D10, Argentum metallicum D8, apis mellifica D12, Acidum nitricum D6, Pyrogenium D6 Urtica urens D3.

–          Leptandra Compositum Fiale (per i disturbi infiammatori e di stasi epatobiliare- pancreatica)

Composizione : leptandra D2, Quassia amara D3, Podophyllum D3, Arsenicum album D4, carbo vegetabilis D10 , Niccolum metallicum D10, Phosphorus D6.

–          Momordica Compositum Fiale (come regolatore della funzionalità pancreatica)

Composizione : Momordica balsamica D6, Jodum D, Podophyllum D6, Mercurius solubilis Hannemanni D8, Ceanothus americanus D6, Carbo vegetabilis D10, Lycopodium D6, Lachesis D10, Mandragora D8, Argentum nitricum D12, Veratrum album D4.

–          La Palmitoliletanolamide PEA-M (integratore alimentare usato come protettore e riequilibratore del microambiente intestinale e modulatore biologico del mastocita enterico).

Dopo qualche tempo il proprietario riferisce che la terapia procede senza difficoltà, il gatto reagisce bene all’assunzione dei rimedi, le sue feci sono tornate solide e di normale aspetto anche come colore e con emissione quotidiana, ed il vomito è comparso solo una volta. Alla visita di controllo Perry, presenta un buono stato di salute il pelo è più lucido, morbido e uniforme, la muscolatura è più tonica ma tende ancora a non incrementare molto il peso corporeo. In conclusione dopo circa 3 mesi di terapia omotossicologica il gatto ha mostrato grandi segni di miglioramento del suo stato di salute, con migliore assorbimento intestinale e miglior funzionamento di tutto L’apparato gastroenterico.

 Tavola omotossicologica

Dott.ssa Francesca Carbone

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Cenni di Omotossicologia

Gatto trattato con omotossicologiaTratto da Ordinatio Antiomotoxica et Materia Medica – ( Biologische Heilmittel Heel Gmbh Baden-Baden )

L’Omeopatia antiomotossica o Omotossicologia è basata sullo studio dei fattori tossici per l’uomo e identifica nelle “omotossine “ la causa cui ricondurre etiologicamente tutte le malattie. Qualunque organismo è continuamente attraversato da un’ enorme quantità di tossine esogene (batteri, virus, tossine alimentari, fattori di inquinamento ambientale, molecole farmacologiche di sintesi, ecc. ) ed endogene ( prodotti intermedi dei diversi metabolismi, cataboliti finali, ecc. )

Secondo l’insegnamento del padre dell’ Omotossicologia, il Prof. H.H. Reckeweg ( 1905-1985 ) “ tutti quei processi, quadri clinici e manifestazioni che noi chiamiamo malattie sono espressione della lotta dell’organismo contro tossine per renderle innocue e poi espellerle; ovvero sono l’espressione della lotta che l’organismo compie per compensare i danni provocati irreversibilmente dalle tossine”.  A seconda dell’entità dell’aggressione e dell’integrità del sistema difensivo autologo, l’organismo manifesta quadri ciclici differenti che H.H. Reckeweg classificò in 6 fasi, creando la Tavola delle Omotossicosi o Tavola delle 6 Fasi. Ogni fase rappresenta l’espressione delle diverse capacità reattive  ( infiammatorie ) dell’organismo, l’espressione di altrettanti tipi di equilibri di flusso raggiunti dall’organismo per conservare la propria omeostasi ristretta.

  • 2 sono le Fasi Umorali che rappresentano situazioni patologiche in cui la prognosi è favorevole, in quanto espressioni di una buona reattività. Si distinguono:
    • la Fase di escrezione: le tossine non arrivano neanche in contatto con le cellule epiteliali delle mucose, ma vengono inglobate ed espulse con le secrezioni fisiologiche;
    • la Fase di reazione (o di Infiammazione): grazie al processo dell’infiammazione, l’organismo neutralizza prima, ed espelle poi, le tossine entrate nel sistema di flusso.
  • 2 sono le Fasi della Sostanza Fondamentale che rappresentano situazioni patologiche in cui il carico omotossinico è localizzato, dapprima, a livello della matrice e poi a livello cellulare. Si distinguono:
    • la Fase di deposito: in questo stadio di malattia l’organismo, nell’intento di mantenere inalterato il suo equilibrio, accantona a livello connettivale quelle tossine che gli emuntori non sono riusciti ad espellere, e che la successiva, compensatoria, fase di reazione non è riuscita a neutralizzare;
    • la Fase di impregnazione: a partire da questa fase le tossine sono localizzabili non più a livello del mesenchima ma del parenchima; infatti esse vengono canalizzate a livello organico verso un “locus minoris resistentiae” espressione di una meiopragia costituzionale o iatrogenica. Inglobate a questo livello, in parenchimi nobili, iniziano a destrutturare la cellula attaccando per primi i suoi meccanismi enzimatici.
  • 2 sono le Fasi Cellulari che rappresentano situazioni patologiche in cui la prognosi non è più favorevole, in quanto espressioni della scarsa reattività tipica di una alterazione lesionale. Si distinguono:
    • la Fase di degenerazione: il perdurare dell’accumulo di tossine di impregnazione determina, dopo il parziale blocco enzimatico, il danno dell’organulo intracellulare, e la conseguente degenerazione dei tessuti;
    • la Fase di dedifferenziazione: la stimolazione infiammatoria cronica della cellula può determinare la sua sdifferenziazione in cellule anomale che, anche per il contemporaneo indebolimento-sovvertimento delle difese organiche, possono prendere il sopravvento sull’intero organismo.

Le fasi patologiche sono classificate secondo la loro rilevanza biologica, dove la prognosi diventa sempre più sfavorevole, quanto più a destra e/o più in basso è localizzata la singola manifestazione morbosa sulla tavola.

Obiettivo dell’omotossicologica è disintossicare l’organismo ed eventualmente riparare i danni causati dalle tossine attraverso i farmaci omotossicologici, cioè sostanze chimiche in diluizione omeopatica opportuna per poter innescare l’inversione dell’effetto che, intervenendo nelle reazioni enzimatiche (su cui agiscono da induttori), e sul sistema immunitario, possono attivare “sistemi difensivi” ancora in riserva. Queste sostanze indurrebbero, secondo gli omotossicologi, in quanto simili alla noxa causale, un meccanismo di difesa aggiuntivo contro le noxae già presenti (malattia).Immunologicamente, si ritiene che il meccanismo d’azione del rimedio omotossicologico sia interpretabile nel senso di un incremento della risposta cellulo-mediata. Nella rete complessa del sistema immunitario, il “ventaglio” anticorpale, si potrebbe così allargare allo scopo di attaccare e neutralizzare antigeni non solo identici, ma anche somiglianti all’originale. La sostanza terapeutica, in quanto diluita (cioè omeopatizzata) verrebbe immediatamente neutralizzata e tutto il nuovo apparato difensivo può rivolgersi contro la tossina causale.

Fondando la casa Heel nel 1936 , H.H.Reckeweg ai rimedi omeopatici classici, ha affiancato una serie di nuovi rimedi che rappresentano l’attualizzazione omeopatica dell’immunologia e della biochimica.                                                                     L’omotossicologia col suo ampio ventaglio farmacologico, offre una duplice possibilità di intervento terapeutico attraverso :

– RIMEDI SINGOLI ( INJEEL ) Sono rimedi unitari preparati miscelando diverse diluizioni del rimedio in questione. Nella fiala sono presenti in diluizioni di diverso grado.

– PREPARATI COMPOSTI ( COMPOSTI SEMPLICI – HOMACCORD – COMPOSTUM  ) Questi preparati per la loro unicità di struttura omeofarmacologica che li rende un qualcosa di diverso dalla semplice associazione, seppur sinergica di più componenti, vengono utilizzati a seconda dell’inquadramento della patologia nella tavola delle Omotossicosi, ed essi stessi possono essere inquadrati nella tavola, rappresentando una vera e propria unità terapeutica specifica per la patologia e per lo stadio della patologia.

Dott.ssa Francesca Carbone

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Cavallo con colica

Omeopatia e disordini digestivi nel cavallo

I rimedi omeopatici possono essere usati in varie situazioni di disturbi digestivi, vediamone alcuni. Cavallo con colica

In caso di segni di indigestione, irrequietezzai, diarrea e anche costipazione, il rimedio prediletto è Nux Vomica 30x. Negli stadi iniziali di colica del cavallo può essere somministrato ogni mezz’ora fino alla remissione dei sintomi. Il rimedio può essere dato 3-4 volte al giorno.

Se non si ottiene risposta dopo qualche dose, valutare un rimedio alternativo, ad esempio Colocynthis 30x, uno dei rimedi principali usati nelle coliche spastiche. Il cavallo in questo caso tende a rotolarsi e tiene il dorso arcuato, prova sollievo a camminare e rifiuta cibo e acqua. Può essere somministrato anche in caso di dolore addominale da diarrea. La somministrazione è ogni 15 minuti da ridurre ad 1 ora quando iniziano ad attenuarsi i sintomi.

Altro rimedio è Colchicum 30x, usato quando il cavallo tende a rimanere in stazione senza rotolarsi e l’intestino è ripieno di gas e si muove. L’addome in questo caso è disteso, soprattutto sul lato destro, in basso. Il cavallo può rifiutarsi di camminare e non gradisce il cibo.


Aconite 30x è il rimedio somministrato negli stadi iniziali di disturbo digestivo, dapprima ogni 15 minuti poi ogni ora.

In caso di diarrea, in cui l’animale mostra irrequietezza, ansia e beve piccoli sorsi d’acqua frequentemente, il rimedio è Arsenicum album 1m, in questi casi, in genere, i sintomi peggiorano tra la mezzanotte e l’una. Le orecchie e gli arti possono essere freddi, le feci di odore cadaverico, la pelle secca. La dose del rimedio è 4 volte al giorno per qualche giorno. Interrompere o ridurre il dosaggio quando la diarrea diminuisce.

China 30x è un rimedio usato in seguito a debolezza dovuta a perdita di liquidi, ad esempio dopo un’emorragia o episodi diarroici. Aiuta il cavallo con diarrea cronica. La posologia è 2-3 volte al giorno per qualche giorno.

Podophyllum 30x si somministra in casi di lunga durata, quando le feci sono gialle, marrone chiaro e ricche di acqua. Dose: 3 volte al giorno.

Mercurius corrosivus 30c viene usato quando le feci sono viscide o presentano mucose o sangue. Il cavallo in questi casi si sforza durante la defecazione.

Lycopodium 30c è indicato nei disturbi digestivi cronici. Il cavallo si sottrae alla palpazione nell’area del fegato e può avere appetito anomalo o scarso, può nascondere la testa in un angolo e sbadigliare molto. Nei casi cronici di problemi epatici si somministra il rimedio una volta al giorno per diverse settimane.

Si consiglia di consultare un Medico Vetreinario Omeopatico per la corretta diagnosi e terapia.

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Cavallo con colica

posologia omeopatia animali

Potenze e posologia dei prodotti omeopatici

posologia omeopatia animaliLa potenza del prodotto omeopatico si misura in CH, cioè in centesimali hahnemanniane. La potenza è importante perché da questa dipende l’efficacia di un rimedio e la sua azione, ad esempio Hepar Sulphur a basse potenze apre gli ascessi, ad alte, li fa riassorbire.

Le potenze a cui vengono utilizzati i prodotti omeopatici, sono:


  • 5 CH. Si usa quando i sintomi coinvolgono il piano fisico, non quello psicologico-emozionale. In casi di patologie lievi e di breve durata, come un raffreddore o un’influenza.
  • 9 CH, 15 CH. Si usa in caso di patologie fisiche tra l’acuto ed il cronico, con lieve coinvolgimento psicologico-emozionale e comportamentale.
  • 30 CH. Potenza usata per trattare casi fisici e psichici, soprattutto cronici.
  • 200 CH. Si utilizza quando il coinvolgimento psicologico-comportamentale è notevole (stress emotivi, traumi, aggressività, ecc). Viene usata anche per fissare e stabilizzare un rimedio somministrato in precedenza a potenze più basse o in prevenzione di malattie stagionali. E’ indicata nei soggetti con squilibri fisici, mentali e comportamentali evidenti.
  • 1000 CH. Potenza usata nei casi di disturbi psicologici marcati. Quando il soggetto risponde poco ad una potenza più bassa, la potenza 1000 CH può aumentare l’effetto terapeutico. Viene usata anche per proseguire la terapia e stabilizzarla dopo la remissione dei sintomi.

Dosi e modalità di somministrazione

La dose dei rimedi omeopatici varia da 2-10 granuli a seconda della taglia degli animali. I granuli non devono essere toccati con le dita, quindi se non è possibile farli ingerire all’animale senza toccarli, vanno sciolti in un po’ d’acqua naturale e spruzzati in bocca in momenti diversi della giornata. La quantità di acqua non è importante perché il messaggio è di tipo energetico, non materiale. Lo stesso principio vale se il rimedio è in gocce.

Altri modi di somministrazione sono: spruzzare il prodotto nell’acqua che l’animale beve nell’arco di una giornata, spruzzarlo sul cibo, bagnare le zampe dell’animale e aspettare che si lecchi.

Nei casi acuti il rimedio deve essere somministrato a distanza di 2-3 ore, per valutare la reazione del soggetto e quindi l’idoneità del rimedio, comunque almeno 4-5 somministrazioni giornaliere.

Nei casi cronici si somministrano 2-3 granuli 1-2 volte al giorno, siano essi interi o sciolti in acqua come spiegato precedentemente.

Nei casi estremamente cronici si prosegue la terapia per diverse settimane.

A scopo preventivo di patologie periodiche possono essere fatte 2 somministrazioni nello stesso giorno 1 volta a settimana per 4-6 settimane con potenze 30 CH o 200 CH.

Nelle alterazioni acute dell’umore e del comportamento, per traumi recenti o shock o stati di tensione, si usa una potenza medio-alta ogni 2-3 ore fino al miglioramento dei sintomi.

La posologia dei rimedi omeopatici è molto flessibile, possono essere abbinati rimedi omeopatici tra loro o gemmoterapici o floriterapici. L’importante è che il rimedio ricalchi il più possibile il quadro clinico sul piano fisico e psichico del soggetto.

Dott.ssa Valentina Taccini

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